L'ATTIVITA' ARTISTICA

Giorgio Bortoli è nato a Venezia, dove tutt'ora vive e lavora. La sua formazione artistica ha origine in famiglia, il nonno paterno era infatti pittore e scultore ed era, inoltre, grande conoscitore della musica che componeva e suonava; uomo di straordinario ingegno, fondo' insieme ai fratelli la grande ditta di impianti elettrici, e invento', oltre mezzo secolo fa, la "galleggiante" dalle luminarie fantastiche per la notte famosissima del Redentore.. Questa personalità deve senza dubbio aver influito sul giovane Bortoli che già allora aveva avuto modo di conoscere il maestro Murer durante i suoi soggiorni in montagna. Successivamente, seguendo i preziosi sugge-rimenti del professor Borsato entra nel vivo dell'attività artistica.
Nel 1984 la sua opera, Esplosivo Visus, è selezionata alla 69a Mostra Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa, l'anno seguente l'o-pera maris pisces, è selezionata alla 70' edizione della mostra collet-tiva.
Nello stesso anno offre una sua creazione, intitolata no alla seconda crocefissione a Papa Giovanni II ed è ora collocata nei Musei Vaticani di Roma.
L'anno successivo l'opera intitolata Onda trova collocazione temporanea nel magico scenario del Canal Grande di Venezia, di fronte all'Hotel Europa e Regina, raro e feli-ce esempio di inserimento scultoreo nel delicato tessuto urbano veneziano.
Da questi primi passi mossi nell'ambiente veneziano il percorso artistico di Giorgio Bortoli sarà costellato di commissioni e patrocini che lo vedranno impegnato nella sua città e all'estero, in particolare a Monaco di Baviera dove da alcuni anni ha consolidato la sua presenza. Nel 1988 per l'Associazione Internazionale Save Venice realizza l'opera Venezia Immaginaria, attualmente esposta a New York con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura di Venezia.
Nel 1989 un Paganini di bronzo dalla figura stilizzata, d'intonazione giacomettiana, è portato al Teatro La Scala di Milano dal maestro Tangucci, ex direttore artistico del teatro la Fenice di Venezia.
In collaborazione con la fornace Seguso realizza una serie di "Fenici" in bronzo e vetro per il Teatro La Fenice cui seguono una serie di opere per i festeggiamenti dell'anno marciano, di cui alcune dedicate al Cardinale Patriarca Marco Cè.Nel 1995, in occasione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, organizza serate musicali ed artistiche d'ispirazione freudiana, e crea l'opera Nuovo leone di Venezia per premiare il Direttore Gillo Pontecorvo nell'ambito del tradizionale premio offerto dall'AVAL.
Nel 1996 è incaricato dagli organizzatori della Mostra Internazionale del Cinema della realizzazione di un ciclo di manife-stazioni che si svolgono parallelamente alle proie-zioni dei film. Nello stesso anno, la Fondazione Arthur Rubinstein gli commis-siona la realizzazione del premio internazionale "una vita per la musica", che premia il violini-sta americano Isaac Stern.
Per la Regione Veneto crea i "leoni andanti", in bronzo verde ossidato, una rivisitazione in chia-ve moderna del leone veneziano. Numerose sono poi le commissioni dal mondo dell'industria, opere specificamente concepite per rappresentare la storia professionale di alcune importanti azien-de che hanno voluto legare il proprio nome ad un'opera esclusiva: a cominciare dalla Libco di Milano; il trofeo per iniziative culturali e sportive offerto dall'acqua minerale San Benedetto, una serie di bronzi per la Nuova Pansac Spa. Più di recente, la collaborazione artistica con la Fincantieri di Marghera e la sponsorizzazione della Illnor Spa per un ambizioso e imponente progetto che vede impegnato l'artista, insieme al fratello Piero, con la macrodimensio-ne.
II desiderio di confrontarsi con una dimensione più ampia di quella degli ambienti interni, induce lo scultore a pensare "in grande", con esiti paragonabile a quelli dell'architettura, per le cospicue dimensioni e per l'impiego di materiali da costruzione come. l'acciaio, ma con una ricerca estetica che si sofferma sull'eleganza dei rlvestimenti in vetro di Murano che esaltano la preziosità dell'opera.

La macroscultura (ha un'altezza di (2 metri) cui Bortoli sta tuttora lavorando, nasce dall'idea di unire idealmente in un'unica scultura due città d'acqua, da una. parte Venezia con il suo campanile, dall'altra New York con la Metropolitan Life Tower . La struttura portante è in acciaio (fornito dalla Idromacchine di Marghera) e i rivestimenti esterni sono costituiti da particolarissime formelle di vetro riciclato, ognuna diversa dall'altra. II tutto corredato da un angelo alto un metro, in polvere d'oro, che verrà realizzato dal maestro Giorgio Giuman, e da quattro orologi che segneranno l'ora Venezia e di New York. L'opera, destinata ad essere esposta negli Stati Uniti, ha avuto parole di incoraggiamento anche da parte del Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari che ha sottolineato come fra le due città esista una affinità elettiva molto spesso non considerata.

THE ARTISTIC ACTIVITY

Giorgio Bortoli was born in Venice, Italy, the city in which he currently lives and works. His artistic tendencies originate from the family, his paternal grandfather was a painter and a sculptor and was also a great connoisseur in music, which he played and composed. An extremely talented man who set up a very important firm of lighting system with his brothers.
He actually invented, more than fifty hears ago, the float that generates fantastic illumi-nation on the famous night of the Redentore. This personality, has without doubt, influenced the yoùng Bortoli together with master Murer to whom he became acquainted during his holidays in the mountains. Subsequently, following professor Borsato's precious advice, he enters into the heart of artistic activi-ties.
In 1984 his work o Explosivo visus" is selected in the sixty-nineth group exhibition held by Fondazione Bevilacqua La Masa. The following year, his work entitled, omaris pisceso is selected in the seventieth edition of the graup Exhibition.
During the same year, he offers Pope Giovanni the li, one of his créations called "no alla seconda crocefissione", "no to the second cruci-fixion", which is now in the Vatican Museums in Rome;
The year after, his work entitled Onda "Waveo finds temporary placing in the magica] scenery of the Canal Grande in Venice, just opposite the hotel Europa e Regina.This is a rare and happy example of sculptural introduction in the delicateVenetian urban web.
From this first introduction to the venetian environment, Mr. Bortoli's artistic career beco-mes studded with orders and patronage which has kept him busy in his own city and abroad, in particular in Munich where ha has made a name for himself.
In 1988 with the patronage of the locai Culture Council in Venice, he, created the work entitled Venezia Immaginaria, "Imaginary Veniceo, for the Save Venice International Association, presently exhibited in NewYork.
In 1989 Mr. Bortoli completed a stylized bron-ze sculpture with giacomettian undertones which was placed in the La Scala Theatre in Milan, by the ex artistic director of La Fenice Theatre, master Tangucci. With the cooperation of the Seguso Fornace, he sculpted a series of "Phoenixes" in bronze and glass for la Fenice Theatre. In addition, he finished a series of works commemorating St. Mark's year in Venice, some of which were dedicated to the Cardinal Patriarch Marco Cè.
(n 1995 the artist organized musical and artistic performances for the Venice International Film Festival, drawn upon freudian philosophy.
He creates "New Lion of Veniceo (Nuovo leone di Venezia) for the President of the Film Festival Gillo Pontecorvo, in occasion of the traditional prize offered by AVAL.In 1996 the Venice International Film Festival Committee, requested Mr. Bortoli, to organize a series of events for that occasion: The same year he created the International Prize "a Life for Music" (una vita per la musica) for the Arthur Rubinstein Foundation, awar-ded to the american violinist Isaac Stern.
For the Veneto Region, he completed the "going Lions" (leoni andanti) in oxidised green bronze which are a second version, in modern style, of the venetian lion. Orders from the industrial world are also numerous, the works are specifically devised to represent the professional history of some important companies, which choose to bind their name to an exclusive work. There has been Libco In Milan, secondly San Benedetto minerai water offered a trophy for sportive and cultural initiatives and finally a series of bronzes for Nuova Pansae Spa. Recently, the artist and his brother are involved in an ambitious and impressive project ori macrodimension, in collaboration with Fincantieri in Marghera and sponsored by Illnor Spa.


His desire to acquire experience, other than that of working ori inside environments, leads the scupltor to widen his prospects.The result is comparable to architecture, due to the remarkable size and the constructing materials such as steel. Furthermore, he has an aesthetic eye and pays attention to elegant coverings made in Murano glass that emphasize the preciausness of the work. This macrosculpture (12 metres) which Mr. Bortoli is stili working on, was born with the idea to theoretically connect two cities surroun-ded by water in one unique sculpture. Venice, with its Beli Tower and NewYork with its Metropolitan Life Tower.
The main structure is in steel (supplied by the Hydroamachines in Marghera) and the external covering is THE MATERIALS constituted by extremely particular tiles, each one different, made of reeycled glass.The entire work will be decorated with an angel (one metre high) in gold dust made by master Giorgio Giuman and by four clocks which will teli the time in Venice and in New York. The work that is goirrg to be exhibited in the United States has been eneouraged by Massimo Cacciari, the Mayor of Venice, who has underlined the elective affinity between the two cities rarely taken into consideration.


I TEMI

Le creazioni plastiche di Bortoli hanno toccato gli aspetti più vari dell'attività scultorea, egli si è infatti confrontato con i più diversi materiali alla ricerca del mezzo espressivo che meglio potesse rappresentare i suoi intenti. Un'attività variegata per utilizzo di materiali e per temi trattati, che spazia dalle opere di sentimento più intimista come la statuetta donata al Papa, un Cristo proteso verso il cielo, simbolo di speranza e di pace nel mondo, con accanto una piccola croce fatta di cartucce e bossoli della Grande Guerra che l'artista ha raccolto sull'altipiano di Asiago; le "Madonne" in metallo filiforme, o ancora Un volto di Cristo, opera destinata alla chiesa di San Rocco di Venezia, sino alle creazioni che rivelano un intento polemico, un monito rivolto alla società che lascia lentamente corrodere un città fragile come Venezia.
Così nascono le creazioni per "salvare Venezia", opere concrete che ci riportano ad una realtà non tollerabile dalla sensibilità dell'artista e riflettono un legame contrastato con la città, sempre presente nel suo lavoro, come destinataria di accorate preoccupazioni e come ispirazione del fare artistico. L'opera Onda, ne è un esempio: esposta davanti all'hotel Europa sul Canal Grande, evidenzia un impegno sul piano dei contenuti quanto della tecnica.
Si tratta di una scultura concepita a perenne ricordo dell'inondazione del 1966 e vuole essere un'allarme verso una dis-sennata. gestione della città e in particolare contro il moto ondoso.
L'onda rappresenta nel medesimo tempo il pericolo che giunge dal mare e l'ispirazione per una creazione origi-nale, come la descrive Guido Perocco: "l'onda del mare è di fronte al suo studio, all'aperto, protesa verso il cielo, sinuosa e seducente, alta più di tre metri, in ferro zincato, con uno sviluppo di torme che si accavallano, con cadenza ritmi-ca, armonica, ed hanno la prepotente forza e l'eleganza del flusso marino".
Un appello ad osservare la natura è presente anche nell'opera, patrocinata dall'Assessorato della Cultura, Principio o declino che esprime l'incertezza sulle sorti di Venezia in bilico fra due destini contrapposti, l'uno che potrebbe disvelare una strada favorevole e tutta in discesa, l'altro al contrario, un lento declino dovuto ad un logorio continuo ed inarrestabile. Una sorta di paysage moralisé in chiave contemporanea in cui la scelta della strada da percorrere è lasciata allo spettatore.
Nel 1993 un'opera di Giorgio Bortoli fu protagonista di una campagna contro la droga che interesso' le scuole della città. La scultura creata da Bortoli, un teschio in fusione di alluminio infilzato da varie siringhe, fu trasposta in immagine su numerosissime cartoline e manifesti distribuiti in giro per la città. Se pure considerata forte, essa aveva l'indubbio merito di andare dritto al problema, tant'è che riscosse un notevole successo.

THE THEMES

Mr. Bortoli's plastic creations have covered many aspects of seulptoral activity; he has in fact considered many kinds of materials in order to find the way of representing his aims. A variegated activity because of the materials and topics his uses, which range from works of intimist sentiment like the statue donated to the Pope. This represents Christ oUtstretched to the sky with a tiny crass made of cartridges from the World War, that the artist picked-up himself, on the pastures of Asiago to symbolize hope and peace in the world. The filiform metal "Madonna's", or again, "The face of Christ" assigned to San Rocco' church in Venice, up to the crea-tions that reveal a polemic object, a warning addressed to a society that is letting a fragile city like Venice, corrode. So, creations are born to "save Venice", concrete works that bring us back to an unbearable reality that comes from the artist's sensitiveness and reflects a contrasted tie with the city, always present in his works, an addressee of sorrowful worry and artistic inspiration. The work named Onda, "Wave" is an example; it is exposed in front of hotel Europa e Regina ori the Canal Grande and it proves application for its contents an its technique. It is a sculpture, to perpetually remind us of the flood in 1966 and wants to be an alarm to a foolish man-agement of the city and in particular against motion wave. Guido Perocco describes the sea wave as a representation of danger that comes from sea, along with inspiration for an original creation:" It is opposite his workshop, out doors, out-stretched to the sky, sinuous and seduc-tive, more than three metres high, in zinc iron, with developing shapes casca-ding over, a harmonious rhythm that also has the overbearing strength and elegance of the sea tide".
A cali to observe nature is also present in his work Principio e declino "Beginning and decline", sponsorized by the local Culture Council that expresses the uncertain fate of Venice in balance bet-ween two contrasting destinies, one that could reveal a favourable means, the other on the contrary a slow decline due to continuous and ceaseless deterioration.
A sort of paysage moralisè, in contemporary style, that lets the spectator choose the way to go about it.
In 1995 one of Giorgio Bortoli's work was a protagonist of a cam-paign against drugs. The schools in Venice took great interest in it. The sculpture created by Mr. Bortoli was a skull in aluminium fusion with many syringes stuck in it. This image was also reproduced on postcards and posters that were distributed around the city. In spite of its strong image, it definitely went straight to the point and was in fact very successful.


I MATERIALI

Un aspetto certamente interessante del lavoro di Giorgio Bortoli è quello della ricerca sui materiali, quelli più tradizio-nali come il ferro e il bronzo che si rifanno ad una tradizione artigianale che va via via perdendosi ma che pure consentono allo scultore di avvicinarsi all'in-tento di plasmare la materia in forme sempre diverse: ora raffigurando un volto (quello altero e imperscruttabile della Callas), ora tratteggiando le linee essenziali della figura umana che tende verso l'alto come ne) ciclo di chiara ispirazione giacomettiana, cui appartiene il già ricordato Paganini. Questa antica tecnica, di cui lo scultore ha padronanza in ogni fase della lavorazione, dal gesso alla patina superficiale, consente, grazie alla sua estrema plasticità, di allungare oltremodo la figura in uno slancio che è tensione pura.
Anche per le opere di ispirazione più propriamente religiosa il bronzo si rivela un medium prezioso per raffigurare cio' che è insieme mistero e fede. Le delicate sembianze della Madonna ripensano il tradizionale momento devozionale attraverso la sensibilità moderna. L'opera, una vergine orante, dalle forme assai stilizzate, ha la particolarità di essere ottenuta dalla saldatura di tondini di bronzo precedentemente sagomati. II materiale, inoltre, ha subito un processo di ossidazione che ne garantisce la perfetta conservazione anche in condizioni ambientali sfavorevoli come quelle della zona lagunare.
Nel percorso artistico di Bortoli trovano, altresì, spazio gli ele-menti naturali, materie prime in cui lo scultore si imbatte nelle sue passeggiate lungo la spiaggia del Lido, pietre, fili di ferro, conchi-glie, blocchi di legno seccati dal sole e quant'altro consenta alla fantasia dell'ar-tista di vedervi delle forme, un intendi-mento poetico.

Infatti, la creatività del-l'artista si esprime anche attraverso assemblaggi, ferri e residuati delle due ultime guerre mondiali che danno vita ad opere "contro la guerra".
I lavori della fine degli anni ottanta reca-no tracce concrete del passato, non solo nell'uso di materiali come il vetro di fattura locale, ma anche nell'inserimento di "reliquie" appartenenti alla storia veneziana, testimonianze eloquenti di un passato illustre che non può essere dimenticato: con il suo Campanile di San Marco, Bortoli crea un'opera in cui l'immagine convenzionale del campanile si associa alla sensibilità moderna che tende a conservare e a ricostruire, esso, infatti, raccoglie in sé i frammenti dell'originario campanile crollato cento anni fa.
E così pure la serie delle Fenici, realizzate in vetro di Murano e oro zecchino (presso la fornace Seguso-Viro), altre invece in bronzo, poggiano -ma quasi verrebbe da dire sorgono- su una base di legno recuperato l'indomani dell'incendio che distrusse il Teatro la Fenice.
La ricerca della materia prima come fonte inesauribile di ispirazione e lo studio delle potenzialità dei materiali sono una costante del lavoro artistico dello scultore veneziano, che lo spinge a lavorare nella fabbrica, fucina moderna, dove la sperimentazione industriale trova affinità d'intenti con l'arte. L'acciaio, in ultima analisi, è il logico sviluppo di questo percorso artistico che parte dal legno per approdare alla macrodimensione allo scopo di confrontarsi con l'ambiente esterno e con l'architettura.

THE MATERIALS

An interesting aspect of Giorgio Bortoli's work is the choice of the materials, the usage of iron and bronze widely employed in tradi-tional craftsmanship, a category which is nowadays dying out but gives him the opportunity to get closer to his aim of moulding the material, to achieve shapes that are always different: sometimes representing a face (the proud and impenetrable one of Maria Callas), sometimes tracing the essential lines of the human figure that stretches towards the sky, like his works of giaco-mettian inspiration, one of which is the already mentioned Paganini. This antique technique is cleverly mastered by the sculptor in ali of its phases, from the pla-ster to the superficial patina. Thanks to its extreme plasticity it allows the figure to be exceedingly lengthened in an impulse which is pure tension. Bronze also been an excellent intermediary for his works of more religious inspiration, to present both mystery and faith. The Madonna's delicate features, remind us of the traditional and devo-tional moment through modern sensitiveness.

The stylised shape of the work entitled "Madonna in prayer" is par-ticular because it is made of welded bronze rods, previously shaped. The materials has also undergone an oxidisation process that gua-rantees a perfect preservation, even in unfavourable weather condi-tions typical of the lagoon area.

Mr. Bortoli has also introduced natural elements in his creations, a collection of raw materials: stones, wire, shells, pieces of wood sun-dryed that the artist picks up while he walks on the Lido beach, anything that strikes his fantasy and in which he can see a shape, a poetic understanding. The artist's creativity is furthermore expressed through assemblages, irons and surpluses from the last World War that give life to works "against wars" At the end of the 80's, his works show concrete signs of the past not only because of the materials he uses, like glass of the local workmanship but also by the introduction of "relics" belonging to venetian history, eloquent evidence of a renowned past that can't be forgotten. Mr. Bortoli has created a work entitled Campanile di San Marco, St. Mark's Beli Tower, the conventional image of the Beli Tower that fell down a hundred years ago. This aspect concern the series of Phoenixes made in Murano glass and first quality gold (at Seguso-Viro's furnace) and other in bronze which rest, but we could nearly say rise, on a base of wood found the day after the fire that ruined La Fenice Theatre.
The research of the raw material that is an inexhaustible source of inspiration, together with the study of its potentiality, are constant in the artist works of the venetian sculptor. It drives him to work in factories, modern forge, where industrial experimentation finds affinity of purpose with art. Steel, is the last logical development of his artistic course that starts from wood and lands on macrodimension with the aim of comparing itself with the external environment and the architecture.


IL LABORATORIO

Questa attenzione per i materiali dell'opera presuppone da parte dell'artista un costante controllo di tutte le fasi della lavorazione, dalla progettazione alla realizzazione finale, e questo nei modi di una tradizione artigianale che vede l'artista quale ideatore e "plasmatore" della scultura grazie ad una sapiente perizia tecnica. Per questo motivo l'atelier riveste un'importanza fondamentale, rifugio in cui astrarsi dal mondo per riflettere, ideare ed, infine, creare. Lo studio di Giorgio Bortoli si trova al Lido di Venezia, in quella striscia di terra fra laguna e mare tanto frequentata d'estate dai villeggianti quanto deserta l'inverno e, dunque, ancor più suggestiva.

In uno spazio quasi mimetizzato nella vegetazione Bortoli lavora indisturbato, con onde e nuvole come materie prime e il gioco delle luci del sole nelle ore della giornata. E' uno studio senza dubbio suggestivo, dove la fase progettuale si svolge all'interno un mezzo militare blindato adattato a luogo di lavoro e interamante rivestito di legno.
Nell'idea dell'artista nasce come "scultura nella scultura" perché al suo interno lo scultore realizza i bozzetti per i lavori, mentre gran parte della lavorazione avviene nello spazio esterno a pochi metri dalla laguna veneziana.

THE WORKSHOP

This care in the choice of the materials for the work, presumes a constant control by the artist of ali the working phases, starting from the planning up to the final realisation, this ali in a traditional artisan way that sees the artìst as inventor and "modeller" of the sculpture, thanks to a wise technical valuation. This is the reason why, the atelier is of fundamental importance, it is a refuge that permits withdrawal from the world, to refiect, to invest and finally create. Giorgio Bortoli's workshop is on the Lido of Venice, on that strip of land between lagoon and sea, so populated by holidaymakers in the summertime and so desert in the winter which makes it so picturesque.
Mr. Bortoli works undisturbed in a camouflaged spot in the vegetation, the waves and clouds as raw material and light effects, caused by the sun, in the daytime. It is without doubt an inspiring workshop, the planning phase takes piace inside an armoured military craft which has been adapted and entirely lined with wood.
The artist's idea, was to create a "sculpture in a sculpture" because he actually carries out here, the sketches of his works while the construction itself happens outside, just a few metres from the venetian lagoon.


CONSIGLIO REGIONALE
DEL VENETO

Breve nota biografica dell'artista Giorgio Bortoli

L'attività artistica

Giorgio Bortoli è nato a Venezia dove vive e lavora. La sua formazione artistica ha origine in famiglia, il nonno paterno era infatti pittore e scultore.
Fin da giovane, durante i soggiorni in montagna, ha modo di conoscere l'artista Augusto Murer da cui trae ispirazione e successivamente fa tesoro dei suggerimenti del professor Renato Borsata che lo aiuterà ad entrare nel vivo dell'attività artistica.
Inizia esponendo alla Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia e nel 1985 offre una sua creazione intitolata "No alla seconda crocefissione" a Papa Giovanni Paolo II, collocata ora presso i Musei Vaticani.
In quegli anni inizia a realizzare le grandi sculture che verranno inserite nel delicato tessuto urbano di Venezia e da qui il percorso artistico sarà costellato di commissioni e patrocini che lo vedranno impegnato nella sua città e all'estero: dal "Paganini" in bronzo per il Teatro alla Scala (1989), alla realizzazione, in collaborazione con la Vetreria Seguso, cli una serie di "fenici" per il Teatro La Fenice (1995), al premio internazionale "Una vita per la musica" commissionato dalla Fondazione Arthur Rubinstein (1996), ai "Leoni andanti" creati per la Regione Veneto, alle opere concepite per rappresentare la storia professionale di alcune importanti aziende private.
Si cimenta quindi con progetti di macrodimensioni con l'impiego di materiali da costruzione come l'acciaio, ma con una ricerca estetica che si sofferma sull'eleganza dei rivestimenti in vetro di Murano. E' di questo periorlo la macroscultura a forma di campanile "Venezia - New York" (2000), in acciaio, vetro e frammenti dell'originario campanile crollato nel 1902 che nasce dall'idea di unire in un'unica opera le due città d'acqua, città unite, secondo l'artista, da una grande affinità elettiva.
Dal 2011 l'artista è presente con l'opera "Compassione" nella Collezione Permanente del Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra.

I temi

Le creazioni plastiche di Bortoli hanno toccato gli aspetti più vari dell'attività scultorea; l'artista si è confrontato con i materiali più diversi allo scopo di rappresentare al meglio i propri intenti. Diverse sono le opere d'ispirazione religiosa: dalla statuetta per Papa Giovanni Paolo II, al "Cristo", alle "Madonne", all' “Angelo”, fino alle creazioni realizzate con l'intento di "salvare Venezia", delle quali le sculture "Onda" e "Principio e declino" rappresentano l'esempio più alto.

I materiali

In ricerca della materia prima come fonte di ispirazione e Io studio delle potenzialità dei materiali sono una costante del lavoro artistico dello scultore veneziano: la sua creatività si esprime attraverso l'utilizzo dei più tradizionali ferro, bronzo e vetro di fattura locale, ma anche attraverso gli assemblaggi degli elementi naturali quali pietre, fili di ferro, conchiglie e blocchi di legno.

Il laboratorio

Lo studio di Bortoli si trova al Lido di Venezia.


IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Clodovaldo Ruffato -
Venezia,23 luglio 2012

REGIONAL COUNCIL OF VENETO

Brief biography of the artist Giorgio Bortoli

The artistic activity

Giorgio Bortoli was born in Venice, where he lives and works. His artistic training has its origins in the family, his paternal grandfather was indeed a painter and sculptor.
From a young age, during a stay in the mountains, he met the artist Augusto Murer that inspired and then builds on the suggestions of Professor Renato Borsata that will help you get to the heart of artistic activity.
Start exposing the Fondazione Bevilacqua La Masa in Venice in 1985 and offers its creation entitled "No to the second crucifixion" to Pope John Paul II, located now in the Vatican Museums.
In those years, he began to create large sculptures that will be included in the delicate fabric of the city of Venice and from here the artistic path will be full of commissions and sponsorship that will see him engaged in his hometown and abroad, from "Paganini" in bronze for the Teatro alla Scala (1989), carrying out, in collaboration with the Glass Seguso, cli a series of "Phoenician" for the Teatro La Fenice (1995), the international prize "A life for music" commissioned by the Foundation Arthur Rubinstein (1996 ), the "Lions Andantes" created for the region Veneto, with structures designed to represent the professional history of some major private companies.
Then engages with projects macrodimensions with the use of construction materials such as steel, but with an aesthetic that focuses on elegance of Murano glass coatings. And 'this periorlo the macroscultura shaped bell tower "Venice - New York" (2000), steel, glass and fragments of the original steeple collapsed in 1902 inspired by the idea of ??combining in a single work the two cities 'water city united, according to the artist, a great affinity.
Since 2011 the artist is present with the work "Compassion" in the Permanent Collection of the Palais des Nations in Geneva.

The themes

The creations of plastic Bortoli have touched the various aspects of the sculpture, the artist was confronted with different materials in order to better represent their intent. There are several works of religious inspiration: the statuette for Pope John Paul II, the "Christ", the "Madonna" to '"Angel", to the creations made with the intent to "save Venice", of which the sculpture "Wave" and "Principle and decline" represents the highest example.

The materials

In search of raw materials as a source of inspiration and I study the potential of the material is a constant of the artistic work of the Venetian sculptor: his creativity is expressed through the use of more traditional iron, bronze and glass of local manufacture, but also through assemblages of natural elements such as rocks, wire, shells and wooden blocks.

The laboratory

The study of Bortoli is on the Venice Lido.


THE PRESIDENT OF THE REGIONAL COUNCIL OF VENETO
Clodovaldo Ruffato - Venice, July 23, 2012





Olio su tela, cm 52 x 37, fine '800 inizio '900; Bortoli Luigi nonno di Giorgio;
I oil on cloth, cm 52 xes 37, end '800 beginning '900; Bortoli Luigi grandfather of George;



Olio su tela, cm 28 x 22, fine '800 inizio '900; Bortoli Luigi nonno di Giorgio;
I oil on cloth,cm 28 x 22, end '800 beginning '900; Bortoli Luigi grandfather of George;


Giorgio alle elementari
Giorgio in primary school



Giorgio con la sua "bici-scultura"
all'età di dieci anni
Giorgio con la sua "bici-scultura"
all'età di dieci anni



"Onde" del 1985 - Ferro zincato
200
cm x 70 cm
"Onde" del 1985 - Iron zinc
200 cm x 70 cm



"Paganini" del 1986 - Bronzo
60 cm x 20 cm
"Paganini" del 1986 - Bronze
60 cm x 20 cm



"Maria Callas" del 1997 - Bronzo 30 cm x 12 cm
"Maria Callas" del 1997 - Bronze 30 cm x 12 cm



"L'Angelo" del 2000 - Bronzo
130 cm x 25 cm
"L'Angelo" del 2000 - Bronze
130 cm x 25 cm



"Venezia New York" del 2000 - Acciaio vetro m 12 x 1,50
"Venice New York" del 2000 - Stainless steel and glass 12 mt x 1,50 mt